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Salisano - Sala Polivalente
Libri - Un Teatro nel paesaggio
Officina comuni bassa Sabina | Presentazione libri | Salisano - Sala Polivalente15/09/2007 - 17:30
Descrizione evento
Sista Bramini
Francesco Galli
Un teatro nel paesaggio.
Fotografare O Thiasos TeatroNatura
Una conversazione con Franco Lorenzoni e un contributo di Francesca Ferri
Titivillus, 2007 Collana: Le Mostre
156 pagine con 29 fotografie in bianco e nero
Questa pubblicazione nasce dall’incontro tra la regista Sista Bramini, fondatrice del gruppo O Thiasos TeatroNatura, e il fotografo Francesco Galli, che da anni lavora nel campo del teatro.
Il libro prende avvio dalle fotografie di Francesco Galli che raccontano lo spettacolo polifonico e itinerante nella natura InCorpiNuovi, ideato dal gruppo O Thiasos TeatroNatura e ispirato dalle Metamorfosi di Ovidio con la regia di Sista Bramini. Galli ha seguito e fotografato lo spettacolo in tre contesti geografici e paesaggistici differenti: a Centeno nella Tuscia, sul confine tra Lazio e Toscana; in Abruzzo nella Marsica, all’interno del Parco Nazionale; nella Gravina di Matera, sito di chiese rupestri. Interessato dal peculiare rapporto che la compagnia intesse, di volta in volta, con l’ambiente naturale, il fotografo è stato stimolato ad andare oltre ogni singola rappresentazione, nella ricerca di una visione continuativa del progetto: quello che prima era mera scena, nella natura mutava in azione e canto nel mondo. Nelle sue immagini le attrici e i loro movimenti si legano con i segni provenienti dalla natura, come egli stesso spiega: lo spazio aperto, mai vuoto, e i continui e repentini mutamenti che le scene potevano subire - l’avvicinarsi di una nuvola, un frusciare di fronde, un’improvvisa brezza - facevano sì che il filo del racconto si attorcigliasse ancora di più con i segni e le impronte del mondo, e le attrici incominciassero a giocare con la sua ombra.
Da questa galleria di immagini si passa a un lungo confronto dei due autori con l’educatore e saggista Franco Lorenzoni, che li stimola a riflettere, attraverso le loro rispettive discipline ed esperienze professionali e personali, sulle relazioni intessute tra il mondo naturale e la nostra società, sul rapporto tra natura e cultura, sulla valenza mitica del confrontarsi con il paesaggio. Racconti, miti, incontri con grandi maestri del teatro e dell’arte, analisi sulla contemporaneità si intrecciano nell’articolato dialogo a tre, dove è possibile ritrovare nel vissuto degli autori tracce di una storia più grande.
Questo dialogo a tre, corredato dalle foto di scena, offre l’occasione di far conoscere al lettore il lavoro di O Thiasos TeatroNatura: un progetto teatrale tra i più innovativi nel confrontarsi con alcune tematiche pressanti della nostra epoca, che aprendo alla mediazione teatrale la ricerca e la riscoperta di una relazione creativa con la natura, ritrova un contatto diretto, perduto per la nostra cultura, con gli elementi naturali. L’utopia concreta di un gruppo di ricerca teatrale la cui poetica di presenza schiude la possibilità di una nuova estetica teatrale e di una riscoperta, da parte del pubblico, della vocazione alla testimonianza di eventi reali al cospetto del paesaggio.
Nella terza parte della pubblicazione Sista Bramini e Francesco Galli si ‘fronteggiano’ sulle fotografie dello spettacolo InCorpiNuovi da rispettivi punti di vista disciplinari: la regia e la fotografia. Vengono passate al setaccio una per una tutte le immagini, così che le riflessioni di entrambi sulle proprie tecniche e modalità operative diventano un unico racconto che ricama dentro e fuori lo spettacolo una nuova e stimolante riflessione su cosa voglia dire documentare il teatro. ….
Si conclude la serie di scritti con un saggio di Francesca Ferri co-fondatrice di O Thiasos TeatroNatura dal titolo “L’ascolto circolare del paesaggio” che intreccia le proprie esperienze di vita e lavoro con l’estetica e l’etica dell’agire nel paesaggio attraverso il pensiero e la pratica di poeti, filosofi, artisti.
Indice:
Geografie del teatro
fotografie di Francesco Galli sullo spettacolo “InCorpiNuovi”
Un teatro nel paesaggio
conversazione tra Sista Bramini, Francesco Galli e Franco Lorenzoni
Lo spettacolo e le fotografie
Sista Bramini e Francesco Galli
L’ascolto circolare del paesaggio
Francesca Ferri
Appendice 1. Le creazioni teatrali
Appendice 2. Da Metamorfosi a InCorpiNuovi
Appendice 3. Critiche, recensioni e articoli
Sista Bramini (Roma, 1958), laureata in Lettere moderne con una tesi sul Teatro delle sorgenti di J. Grotowski, ha fondato il progetto speciale O Thiasos TeatroNatura nel 1990, da allora ha diretto e interpretato più di 15 spettacoli presentati in Parchi, Riserve naturali e Siti archeologici di tutto il territorio nazionale. Conduce un intensa attività pedagogica in laboratori teatrali immersi nella natura, residenziali e non, e di narrazione teatrale legata al mito classico. è insegnante Feldenkrais dal 1998.
Francesco Galli (Viterbo, 1967), laureato in Architettura, ha fotografato in Italia e all’estero negli ambiti dell’antropologia, architettura, paesaggio e teatro, collaborando con musei, università e teatri. Ha pubblicato tra gli altri Il ponte dei Venti. Un’esperienza di pedagogia teatrale con Iben Nagel Rasmussen (I Quaderni del Battello Ebbro, 2001), Nella vasca dei pesci che sognano. Immagini di teatro (I Quaderni del Battello Ebbro, 2003), Sentieri d’ascolto (Editoria & Spettacolo, 2007).
Franco Lorenzoni (Roma, 1953), è maestro elementare. Ha fondato e coordina dal 1980 ad Amelia, in Umbria, la Casa-laboratorio di Cenci, che è un centro di ricerca e di sperimentazione educativa e artistica che lavora su temi ecologici ed interculturali. Ha pubblicato Con il cielo negli occhi (Marcon, 1991), Saltatori di muri (Macro, 1998) e La nave di Penelope (Giunti, 2002).
Francesca Ferri (Roma, 1966), compositrice e regista, sta preparando una tesi alla scuola di specializzazione in storia dell’arte sulla Critica del paesaggio nel Novecento. Ha scritto musica per diversi spettacoli teatrali e per il linguaggio del TeatroNatura ha adottato una composizione vocale polifonica, interpretata dalle attrici stesse. Centro della sua ricerca è il legame organico tra voce e movimento. Svolge intensa attività pedagogica.
O Thiasos TeatroNatura, gruppo fondato nel 1990 da Sista Bramini e Francesca Ferri, indaga la relazione tra arte drammatica e coscienza ecologica, tra tecnica teatrale e ambiente naturale, proponendo un altro punto di vista sull’idea stessa di teatro in cui la natura diventa un partner vivo sia per gli artisti coinvolti che per il pubblico. Nel 2000 ha ricevuto il prestigioso premio nel Convegno Europeo di Europarc come miglior progetto di interpretazione del territorio.
Interverranno:
- Dott. Francesco Galli, fotografo
- Dott. ssa Sista Bramini, regista e attrice
- Prof. Giorgio Stockel, docente di percezione e comunicazione visiva all'Università "La Sapienza di Roma"
- Dott.ssa Susanna Battisti, critica teatrale e letteraria
- Dott.ssa patrizia Cecconi, Presidente Ass. Culturale Germogli di Toffia (Ri)
Seguirà aperitivo
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Mostra fotografica - Un Teatro nel paesaggio
Fotografia | Officina comuni bassa Sabina | Salisano - Sala Polivalente15/09/2007 - 17:00
23/09/2007 - 20:00
Descrizione evento
UN TEATRO NEL PAESAGGIO
Fotografie di Francesco Galli
27 pannelli formato 40x50
Le fotografie mostrano lo “stesso” spettacolo ripreso in tre contesti geografici e paesaggistici differenti: la Tuscia, la Marsica e la Murgia. Il peculiare rapporto che il gruppo O Thiasos TeatroNatura sa intessere con l’ambiente naturale nella sua ricerca e pratica teatrale, è divenuto per me fotografo stimolo e impulso ad andare oltre la diretta visione dello spettacolo: quello che prima era mera scena, nella natura mutava in azione e canto nel mondo. Ho cercato di non isolare le attrici e le loro azioni, ma di legarle il più possibile con i segni che mi provenivano dall’ambiente naturale. Questo poteva avvenire per addizione quando un’attrice era sopra una pietra; o per sottrazione se, invece, si fosse trovata dietro ad un albero. Alcune volte recuperavo lo sguardo degli spettatori, entrando nel canale visivo di chi assisteva allo spettacolo. Altre volte, durante le prove, potevo avvicinarmi e rompere quel confine, che dopo, durante la convenzione dello spettacolo, si sarebbe chiuso e reso invalicabile. Lo spazio aperto, mai vuoto, e i continui e repentini mutamenti che le scene potevano subire - per l’avvicinarsi di una nuvola, un frusciare di fronde, un’improvvisa brezza - facevano sì che il filo del racconto si attorcigliasse ancora di più con i segni e le impronte del mondo, e le attrici incominciassero a giocare con la sua ombra.
All'interno del Festival dei Lupi Mannari - ingresso gratuito
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